Calendario bizantino
Il calendario bizantino fu in uso nell'impero bizantino dal 312 per volere dell'imperatore romano Costantino I.
Era basato sull calendario giuliano, in uso nell'Impero romano, differenziandosi solo per la data d'inizio
dell'anno e la numerazione degli anni.
Il capodanno cadeva il 1º settembre (14 settembre del calendario gregoriano). Tuttora il mese di settembre in lingua
sarda è chiamato Cabudanni ovvero "inizio dell'anno", un chiaro caso di eredità culturale della dominazione bizantina
nell'isola.
L’anno 1 bizantino corrispondeva al 1° settembre 5509 a.C. cioè l’Anno Mundi, l’anno della creazione del mondo derivato
dalla versione della Bibbia dei Settanta.
Mentre in Occidente già nel VI secolo il calendario bizantino era in disuso, in Oriente e soprattutto nei territori russi
rimase in vigore fino al 1699 quando l’imperatore Pietro I il Grande decise di adottare il calendario giuliano, solo
nel 1918 venne adottato il calendario gregoriano.
Indizione
Con tale denominazione si indicava un tributo fiscale imposto ai cittadini dell'Impero Romano che fu introdotto con
carattere straordinario e che in seguito divenne ordinario, dapprima a cadenza quinquennale. Con il IV secolo d.C. il
computo di tale tributo diventa quindicennale.
L'indizione originariamente era segnata solo in documenti di natura fiscale; è indubbio che dal computo quindicennale e
dalla denominazione dell'imposta fiscale, cominciò a formarsi un computo cronologico che si diffuse rapidamente nell'impero
per regolare il tempo e che rimarrà in uso nella tarda antichità.