Gli anni avanti Cristo vanno indicati: 0 per l'anno 1 a.C,
−1 per l'anno 2 a.C., −2 per l'anno 3 a.C. e così via
Il Julian Day (o Giorno Giuliano, spesso abbreviato JD) è un sistema di conteggio continuo dei giorni usato principalmente in astronomia, da non confondere con il calendario giuliano.
Fu proposto dall'astronomo Joseph Scaliger nel 1583, e il nome "giuliano" onora probabilmente suo padre Giulio, non Giulio Cesare.
Il JD conta i giorni in sequenza ininterrotta, senza mesi, settimane o anni, a partire da un punto di origine convenzionale: il mezzogiorno UTC del 1° gennaio 4713 a.C. (nel calendario giuliano proiettato all'indietro).
Ogni giorno successivo riceve semplicemente il numero intero successivo.
Ad esempio, il mezzogiorno del 1° gennaio 2000 corrisponde al Julian Day 2451545.
Il JD semplifica i calcoli astronomici e calendariali: per calcolare l'intervallo tra due date basta sottrarre due numeri, senza doversi preoccupare di mesi di lunghezza diversa o anni bisestili.
Calendario giuliano
Il calendario giuliano fu introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C. (entrato in vigore dal 1° gennaio 45 a.C.), su suggerimento dell'astronomo Sosigene di Alessandria, per riformare il precedente calendario romano, ormai sfasato rispetto alle stagioni.
Caratteristiche principali:
Anno di 365 giorni, suddiviso in 12 mesi con lunghezza fissa (gennaio, marzo, maggio, luglio, agosto, ottobre, dicembre con 31 giorni; aprile, giugno, settembre, novembre con 30; febbraio con 28).
Anno bisestile ogni 4 anni, senza eccezioni: si aggiunge un giorno a febbraio (portandolo a 29 giorni) per compensare che l'anno solare reale dura circa 365,25 giorni.
Durata media dell'anno: 365,25 giorni esatti — leggermente più lungo dell'anno solare tropico reale (365,2422 giorni circa), con uno scarto di circa 11 minuti all'anno.
Accumulo dell'errore: questa piccola differenza si accumulava nel tempo, causando uno scarto di circa un giorno ogni 128 anni rispetto alle stagioni reali. Dopo secoli, questo portò a un disallineamento significativo tra il calendario e gli equinozi.
Sostituzione: proprio per correggere questo scarto, nel 1582 papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano, tuttora in uso.
La riforma di papa Gregorio XIII (1582)
Con la bolla Inter gravissimas del 24 febbraio 1582, il papa introdusse due interventi:
1. Correzione immediata dello scarto accumulato
Si "saltarono" 10 giorni: al giovedì 4 ottobre 1582 seguì direttamente venerdì 15 ottobre 1582, riallineando così il calendario alle stagioni.
2. Nuova regola per gli anni bisestili
Per evitare che l'errore si riaccumulasse, si modificò il criterio di calcolo:
Gli anni divisibili per 4 restano bisestili (come nel giuliano)
Eccezione: gli anni secolari (multipli di 100) non sono bisestili...
...a meno che non siano anche divisibili per 400
Esempio pratico: il 1600 e il 2000 furono bisestili, ma il 1700, il 1800 e il 1900 no.
Questo riduce la durata media dell'anno a 365,2425 giorni — molto più vicina al valore reale, con uno scarto di appena 1 giorno ogni circa 3.300 anni.
La transizione non fu affatto immediata o simultanea ovunque:
I paesi cattolici (Spagna, Portogallo, Italia, Polonia) adottarono subito la riforma nel 1582
La Francia lo fece pochi mesi dopo
I paesi protestanti resistettero a lungo: la Gran Bretagna (e le sue colonie, comprese quelle americane) passò solo nel 1752
La Russia attese fino al 1918, dopo la Rivoluzione
La Grecia fu tra le ultime, nel 1923
Questo spiega perché, ad esempio, la "Rivoluzione d'Ottobre" russa del 1917 sia avvenuta, secondo il calendario gregoriano che usiamo oggi, in novembre.
Il calendario giuliano è ancora usato oggi da alcune Chiese ortodosse per il calcolo delle festività liturgiche.